10 motivi per dire Sì al futuro

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Una sola fiducia per dare più potere agli elettori e più stabilità al Paese
Soltanto la Camera concede la fiducia al Governo: fine dei governi con doppie maggioranze tra Camera e Senato e più stabilità.

Meno costi per la politica
I parlamentari passano da 945, tutti con indennità, a 730, di cui solo 630 con indennità. Le indennità dei consiglieri e assessori regionali vengono ridotte. Soppressi il CNEL e le province.

Più democrazia diretta
Vengono introdotti il referendum propositivo e la consultazione pubblica, si abbassa il quorum per il referendum abrogativo e si introduce l’obbligo di votazione per le proposte di legge popolari.

Più leggi del Parlamento, meno decreti del Governo
Solo la Camera approva le leggi, tranne quelle sulle materie di competenza regionale. Introdotti limiti ai decreti-legge, che oggi sono 1/3 di tutte le leggi approvate, e possibilità per il Governo di chiedere al Parlamento di esprimersi definitivamente su una sua proposta entro 70 giorni.

Più coordinamento sui settori strategici, più autonomia per le regioni virtuose
Le materie strategiche, come trasporti e energia, tornano alla competenza dello Stato, per un coordinamento più efficace a favore di cittadini e imprese. Prevista la possibilità di dare più autonomia alle regioni con i conti in ordine.

Più parità per le donne
Introdotto il principio di promozione della parità di genere nei sistemi elettorali per le Camere.

Più garanzie costituzionali
Introdotto il giudizio di costituzionalità preventivo sulle leggi elettorali. Viene alzato il quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica e resta invariato il meccanismo di revisione della Costituzione.

Meno contenziosi davanti alla Corte costituzionale
Il Senato diventa la camera delle autonomie locali e ha il compito di armonizzare la legislazione nazionale e regionale. Vengono, quindi, eliminati i presupposti dei tantissimi ricorsi per conflitti di attribuzione tra Stato e regioni davanti alla Corte costituzionale.

Più peso al voto dei giovani
Oggi i giovani dai 18 ai 24 anni non possono votare per il Senato, che però è determinante per la formazione dei governi e l’approvazione delle leggi. Questa disparità viene eliminata definitivamente.

Più futuro
Nessun paese democratico del mondo ha un sistema bicamerale come quello italiano. La ragione è che un sistema così non funziona e non consente al Paese di competere alla pari con gli altri. Votando sì diamo una chance di futuro in più agli italiani di oggi e a quelli che verranno domani.

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