Domenico Rossi

Domenico Rossi è un generale e politico italiano, Sottosegretario di Stato del Ministero della Difesa nel Governo Renzi.

Generale di corpo d’armata dell’Esercito Italiano e già Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, attualmente è deputato della XVII Legislatura eletto nella lista Scelta Civica aderente al gruppo parlamentare Per l’Italia e sottosegretario alla Difesa del governo Renzi

Allievo del 151º corso dell’Accademia militare di Modena dal 1969 al 1971 frequentando, quale Sottotenente di fanteria, la Scuola di Applicazione di Torino, al termine della quale è stato promosso Tenente nel 1973[1]. Si è inoltre laureato in Scienze Strategiche, e nel 2003 ha conseguito il Diploma di Laurea in Scienze Politiche. Dal 1983 a 1984 è stato Ufficiale addetto presso l’Ufficio Informatica dello Stato maggiore dell’Esercito[2], e fino al 1990 all’Ufficio Ordinamento e all’Ufficio Reclutamento[2].

Dal 1990 al 1991 è stato Comandante del Battaglione corazzato M. O. Butera presso L’Aquila[2]. Dal 1995 al 1996 è stato Comandante del Reggimento Corazzato di Teulada. Dal 1996 a1 1997 è stato Capo Ufficio Reclutamento, Stato ed Avanzamento dello Stato maggiore dell’Esercito[2] e fino al settembre 2000 è stato Capo Ufficio Reclutamento, Stato ed Avanzamento dello Stato Maggiore della Difesa. Dal 1997 al 2000 è stato inoltre membro del Comitato NATO per l’ingresso delle donne nelle Forze Armate della NATO e membro del Comitato consultivo del Capo di Stato Maggiore della Difesa per l’ingresso delle donne nelle Forze Armate Italiane[3].

Dal settembre 2000 al settembre 2001 è stato Comandante della Brigata meccanizzata “Granatieri di Sardegna”[2]. Dal 19 aprile 2002 al 7 giugno 2006 è stato inoltre Presidente del Consiglio Intermedio di Rappresentanza dell’Ispettorato per il Reclutamento e le Forze di Completamento del personale militare.

Dal 10 marzo 2004 al 18 settembre 2007 è stato Capo Reparto Affari Giuridici ed Economici del Personale dello Stato Maggiore dell’Esercito .

Dal mese di agosto 2006 è presidente del Consiglio Centrale di Rappresentanza dell’Esercito ed Interforze[1], carica che lascerà nel luglio del 2012[4].

Il 19 settembre 2007 ha assunto l’incarico di Comandante della Regione Militare Centro e Comando militare della Capitale[5].

Il 1º gennaio 2008 è promosso Generale di corpo d’armata[6].

Dal 2010 al 2013 è stato Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito[1]

Attività Politica

Nel 2013 infatti è stato posto in licenza straordinaria[7] per partecipare alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013, nelle quali si è candidato nella Circoscrizione Lazio 1 per la lista Scelta Civica con Monti per l’Italia come secondo alla Camera[8].

Viene eletto deputato[9] e collocato d’ufficio in aspettativa senza assegni per la durata del mandato parlamentare[7]. Alla Camera dei Deputati fa parte del Comitato Direttivo all’interno del gruppo parlamentare Scelta Civica per l’Italia ed è membro della Giunta per le autorizzazioni, della quale è anche segretario, della IV Commissione permanente (Difesa), del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, del quale è anche segretario, e della Delegazione Parlamentare Assemblea OSCE.

Il 10 dicembre 2013, insieme alla componente popolare di Scelta Civica, lascia il partito ed il gruppo parlamentare ed aderisce al gruppo Per l’Italia[10] ed al partito Popolari per l’Italia. Dopo la scissione da Scelta Civica diventa segretario d’aula di “Per l’Italia” alla Camera.

Il 27 gennaio 2014 è uno dei membri della Delegazione Parlamentare italiana che fa visita a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due militari italiani trattenuti in India a causa dell’incidente della Enrica Lexie[11].

Il 28 febbraio 2014 è nominato sottosegretario alla Difesa del governo Renzi[12] in quota Popolari per l’Italia.

In vista delle elezioni europee del 2014, è candidato nella lista Nuovo Centrodestra – Unione di Centro nella circoscrizione centro ed ottiene 7.567 voti e non è eletto[13].

Il 3 giugno 2015 il suo partito decide di abbandonare il governo, ma lui rimane nella maggioranza e abbandona il partito, aderendo successivamente al Centro Democratico di Bruno Tabacci. A inizio 2016 annuncia la sua candidatura alle elezioni primarie del centrosinistra a Roma. Col 3,3% dei voti arriva terzo dietro a Roberto Giachetti (64,2%) eRoberto Morassut (27,5%) davanti a Chiara Ferro (1,5%), Stefano Pedica (1,4%) e Gianfranco Mascia (0,8%).