Enzo Bianco

Enzo Bianco  è un avvocato e politico italiano, sindaco di Catania dall’11 giugno 2013.

Nel 1988 viene eletto nel Consiglio Comunale di Catania, città di cui diventa sindaco nel luglio dello stesso anno per pochi mesi fino al 1989, una breve esperienza, ma che lo porterà a farsi una prima notorietà nazionale, grazie a una gestione della città che i media chiameranno “primavera catanese”.

Nel 1992 alla Camera lavora alla legge sull’elezione diretta del Sindaco, in collaborazione con il Movimento referendario di Mario Segni di cui è vice Presidente.

Nel 1991 viene eletto deputato all’Assemblea Regionale Siciliana. Nel 1992 approda alla Camera dei deputati. Nel1993 partecipa e vince le primarie organizzate dal movimento civico Patto per Catania promosso dallo storico movimento di società civile “CittàInsieme”, diventando pochi mesi dopo nuovamente sindaco di Catania, seconda cittàsiciliana per numero di abitanti, con una vittoria su Claudio Fava, anche lui candidato del centrosinistra con il movimento politico La Rete. Poco dopo entra nella segreteria nazionale del PRI, ruolo che ricoprirà fino al 1993. Il 29 settembre 1993 lascia il PRI per fondare, con altri repubblicani dissidenti, Alleanza Democratica, che si presenta alleelezioni politiche del 1994 con una lista all’interno dell’Alleanza dei Progressisti, raccogliendo poco più dell’1% dei voti.

Nel 1995 rilancia con Rutelli, Bassolino, Cacciari, Castellani, Formentini, Vitali, Orlando l’ANCI ( Associazione Nazionale Comuni Italiani) di cui diventa presidente sino al gennaio del 2000. Dal 1997 guida la delegazione italiana al Comitato delle Regioni dell’Unione europea. Nel novembre del 1997 gli viene confermata col 63.16% dei voti la carica di Sindaco di Catania. Nel novembre del 1998, forte della sua esperienza di Sindaco, fonda con altri primi cittadini d’Italia e l’associazione verde Legambiente, il movimento Centocittà, che confluirà nel febbraio 1999 ne I Democratici.

Il 9 e 10 giugno 2013, alla guida di una coalizione composta da sette liste di centro-sinistra, batte al primo turno il candidato di centro-destra e sindaco uscente Raffaele Stancanelli e viene rieletto per la quarta volta primo cittadino di Catania con il 50,62% dei voti.

Ministro dell’Interno

Nel dicembre 1999 è nominato dal Presidente Ciampi Ministro dell’Interno nel governi D’Alema II; sarà confermato più tardi nel Amato II. Sotto il suo ministero avvengono i fatti violenti del Global Forum di Napoli. Particolari critiche, fino alla richiesta di dimissioni, vengono rivolte a Bianco sull’arresto di Alessandro Geri, presunto telefonista delle Br nell’ambito dell’omicidio di Massimo D’Antona. Geri si rivelerà dopo pochi giorni innocente, mentre il ministero dell’interno viene accusato di aver fatto pressione alla magistratura per trovare al più presto soluzione al caso.[1]

Sottoscrive decine di trattati internazionali sul fenomeno dei migranti e per la sicurezza. Vara il progetto di “polizia di prossimità”. Firma il Testo Unico degli Enti Locali. Vara, con il Ministro della Difesa Sergio Mattarella, il nuovo ordinamento dell’Arma dei Carabinieri. Nomina Capo della Polizia Gianni De Gennaro e con lui i prefetti Alessandro Manganelli e Alessandro Pansa. Gestisce la sicurezza nel Giubileo del 2000.

In Parlamento

Alle elezioni del 2001 non riesce ad essere eletto nel collegio maggioritario, quindi viene “ripescato” nella quota proporzionale nella circoscrizione XXV (Sicilia 2) e torna ad occupare un seggio nel Parlamento italiano. Il 3 agosto2001 viene eletto presidente del Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti (Copaco), ricevendo sei voti su sette votanti.

Nel 2008 è rieletto al Senato in Sicilia ed in Calabria.

Nel 2013 non si ricandida scegliendo di tornare all’impegno amministrativo ed è eletto, al primo turno, sindaco di Catania nel giugno dello stesso anno.

Al Congresso di Milano del 2014 viene eletto all’unanimità Presidente del Consiglio Nazionale dell’ANCI; nel 2015 a Bruxelles è eletto Capo della delegazione Italiana al Comitato delle Regioni.

Dal 2002, a seguito dello scioglimento de “I Democratici”, confluisce nella Margherita. Il 13 maggio del 2005 si candida nuovamente come sindaco di Catania, ma riceve il 45,7% dei voti e viene sconfitto dal candidato del centrodestra sindaco uscente Umberto Scapagnini, quest’ultimo condannato in via definitiva per reati elettorali proprio riguardo a quelle elezioni[2]. Alle elezioni del 2006, candidatosi in Sicilia, viene eletto senatore. Aderisce al gruppo dell’Ulivo, e diviene presidente della Commissione Affari Costituzionali.

Alle elezioni del 2008 è rieletto al Senato della Repubblica per il Partito Democratico, sempre in Sicilia. Il 9 febbraio 2008 gli viene conferita la cittadinanza onoraria presso il Comune di Fasano.[3] Porta il suo nome la “bozza Bianco” che costituisce il principale terreno di confronto delle forze politiche principali per la costituzione della nuova legge elettorale.